Elica, prima azienda al mondo per la progettazione, la produzione e la commercializzazione di cappe per cucina.

La ri­strutturazione degli uffici della corporate a Fabriano, con l’utilizzo dello spazio che fu del primo sito produttivo, successi­vamente adibito a magazzino, è occasione di miglioramento non solo in termini di ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro, ma anche della comunicabilità aziendale.

Il progetto redatto dall’architetto Riccardo Diotallevi insieme allo studio Guzzini Engineering, risponde ad una logica di trasparenza e nuova “circolazione” interna delle persone. I corridoi non più cul de sac, le pareti non più opache, ma di vetro e le porte ora comunicanti tra i diversi uf­fici, sono tutte soluzioni per una volontà di contatto diretto tra le persone, che favoriscono lo scambio di informazioni, idee e nuove possibilità di incontro. Punto cruciale dell’intero progetto è il foyer, che con la sua posizione baricentrica esplica molteplici funzioni, sia di aggregazione delle persone, che di distribuzione degli spazi. Questo luogo spazioso, arredato con bar, tavoli e divani, ingloba un patio-giardino con un vecchio ulivo, rilassante alla sola vista da tutti gli uffici e godibile su una pedana in teak dove è possibile fare riunioni all’aperto. Dal foyer si smistano i percorsi provenienti dalla reception, l’accesso per lo showroom, l’auditorium, gli uffici ed i piani superiori. Attorno al bancone del bar, immagine di una grande cucina, si intrecciano le relazioni informali tra colleghi o con clienti e fornitori, prendendo un caffè o un tè; oppure si può stare seduti ai tavoli per dibattere un argomento o ancora meglio ci si può adagiare nei sofà per una pausa rigenerativa, dedicandosi alla lettura di un quotidiano o un libro. Questa la filosofia che ha guidato la progettazione architettonica e tecnologica dell’intervento di recupero, confe­rendo ai nuovi spazi un’impronta di socializzazione e modernità e mantenendo pressoché intatta la struttura originaria, memoria storica del primo edificio Elica. Così la vecchia struttura, anziché essere facilmente e comodamente mascherata, viene totalmente recuperata e messa in risalto anche attraverso opere di rinfor­zo, con l’inserimento di strutture metalliche. Queste strutture, infatti, sono elementi che dichiarano il principio fisico dell’an­damento degli sforzi, e lo si percepisce nella diversa forma delle piastre ancorate ai travetti originali. Le pareti in vetro di chiu­sura interna assumono una plasticità estrema per modellarsi ai profili dei pilastri in cemento armato che sono stati mantenuti nella loro forma originale e tradizionale, esaltandone il movi­mento. Il vetro diventa veicolo per dare totale visibilità a quanto preesistente, arricchendo gli spazi con geometriche leggerezze e creando ambienti dove lo sguardo può posarsi su ciò che im­mediatamente lo circonda, ma può anche riportare alla memoria un edificio che ha visto nascere e crescere il prestigio di Elica nel mondo. La scelta di non controsoffittare l’edificio, pur essendo di notevole altezza (raggiunge gli 8 metri nel colmo) ha com­portato notevoli difficoltà nel risolvere le normali problematiche di climatizzazione degli ambienti, sia nel periodo invernale che in quello estivo. La soluzione adottata è costituita da un doppio impianto: impianto a “tutt’aria” del tipo “a dislocamento” e im­pianto “a pavimento” che, insieme, consentono di ottenere alti standard di comfort con un notevole contenimento dei consumi energetici. Il sistema messo a punto consente di controllare il clima nei primi tre metri di altezza ed ignorare il volume d’aria sovrastante. L’impianto a pavimento funge da integrazione per il solo periodo invernale. In pratica, l’aria, trattata preventiva­mente, viene guidata da un punto all’altro in maniera laminare, senza turbolenze, climatizzando perfettamente una porzione di ambiente. L’aria è un elemento determinante per Elica, che ne ha fatto la propria storia e successo, elevando la qualità di vita nelle nostre case, ma anche qui, gli apparecchi tecnologici quali i dislocatori e le condutture degli impianti, diventano, essi stessi, elementi architettonici distintivi. Ambienti ufficio con un alto comfort abitativo, come ogni postazione di lavoro, seppure collocata in open space, hanno caratteristiche di riservatezza e di indipendenza, nel rispetto dell’individualità di chi vi opera. Sopra ogni isola di lavoro è collocata una “copertura”, un sof­fitto flottante in legno, studiato anche per risolvere le questioni acustiche, problema degli ampi spazi. Il sistema d’illuminazione è a luce riflessa con specchi che hanno consentito di ottenere un’illuminazione diffusa, e calibrata, di provata efficacia con no­tevole impatto suggestivo. L’intero edificio è, infine, controllato e monitorato attraverso un sistema di supervisione (Building Au­tomation) che, costituisce l’elemento centrale e caratterizzante dell’automazione integrale. Esso rappresenta l’interfaccia tra il gestore e gli impianti, in modo da ottimizzare il funzionamento, la manutenzione ed i flussi energetici. L’innovazione per Elica è uno stile di vita: dai prodotti per la casa, unici e sorprendenti, agli spazi del lavoro, ambienti per lo scambio e la condivisione delle idee, le opinioni e le culture differenti, luoghi dove il gusto si fonde con l’appartenenza.

 

 

È il sogno di tutti lavorare in un luogo dove lo spazio stimoli sensazioni di efficienza, ma anche di relax, umanizzazione e socialità. Da Elica a Fabriano, è realtà: grazie a Riccardo Diotallevi, già artefice degli showroom e degli stand fieristici del gruppo, che ha lavorato fianco a fianco con Guzzini Engineering, ampliando la sede originaria e incorporando lo spazio che fu del primo sito produttivo (1970) ora adibito a magazzino. Il segno che più di altri esprime l’idea del progetto sviluppato da Diotallevi è un vecchio ulivo al centro del patio-giardino interno godibile visivamente da tutti gli uffici. Delimitato da un’ampia pedana in teak e chiuso da vetrate a tutt’altezza, lo spazio sereno del patio-giardino forma un tutt’uno con il foyer - il cuore simbolico del complesso- che, con la sua collocazione baricentrica, funge da punto di aggregazione e di distribuzione logistica per la struttura (dalla reception allo showroom, dall’auditorium agli uffici marketing,

dalle scale perimetrali al soppalco che accoglie la sala consigliare). Arredato con bar, tavoli e divani si organizza intorno ad un bancone configurato ad “immagine di una grande cucina”, spiega, dove avvengono le relazioni informali tra colleghi, ma anche con clienti e fornitori. “Un modo” continua “per concatenare e alloccare le funzioni architettoniche anche in modo organico, portare in un luogo di lavoro il senso di relax che è proprio

dell’ambiente domestico e di pensare all’azienda come scuola di responsabilizzazione, dove ognuno deve saper gestire tempo e spazio in maniera autonoma”. Con un’aggettivazione molto forte, si è realizzata una sorta di operazione Glasnow (trasparenza). Così anche “i corridoi non sono più dei cul de sac” racconta “le pareti e le porte non più opache ma di vetro danno totale visibilità e geometrie leggere a quanto preesistente, le scale perimetrali suggeriscono un’organicità di tipo circolare. Ogni postazione di lavoro, poi, seppure collocata in open space, ha caratteristiche di riservatezza e si conclude con una ‘copertura’ che è un soffitto flottante in legno, studiato anche per risolvere questioni acustiche. Il sistema d’illuminazione a luce riflessa alimentato con specchi che consentono di ottenere una luminosità diffusa e calibrata”. Come un re mida, Diotallevi è soprattutto riuscito a veicolare l’intervento di recupero, mantenendo pressoché intatta la struttura originaria, memoria storica del primo edificio Elica. Tutto con pochi elementi architettonici, note vibranti di uno spazio più simile a un loft domestico che a una fabbrica o a un ufficio. Così il sapiente inserimento di componenti e costolature metalliche

di rinforzo strutturale mette in risalto la vecchia struttura recuperata e resa coibentata sul piano acustico e termico, tramite pannelli di Eraclit e con un sistema pareti-infissi brevettato da Guzzini Engineering. Nuove partizioni vetrate si modellano plasticamente ai profili dei pilastri in cemento mantenuti nella loro forma originale. I pavimenti flottanti in gres richiamano dimensione di una piazza. “La scelta di non controsoffittare l’edificio” precisa Diotallevi “che raggiunge gli 8 metri di altezza nel colmo, ha reso problematica la climatizzazione degli ambienti in tutte le stagioni. Abbiamo adottato una duplice soluzione: impianto a ‘tutt’aria’

del tipo ‘a dislocamento’ e impianto ‘a pavimento’. Il primo consente di vecchia struttura recuperata e resa coibentata sul piano acustico e termico, tramite pannelli di Eraclit e con un sistema pareti-infissi brevettato da

Guzzini Engineering. Nuove partizioni vetrate si modellano plasticamente ai profili dei pilastri in cemento mantenuti nella loro forma originale. I pavimenti flottanti in gres richiamano la controllare il clima nei primi tre metri di altezza ed ignorare il volume d’aria sovrastante, il secondo funge da integrazione per il solo periodo

invernale. Risultato: notevole comfort e contenimento dei consumi energetici. E il plus di apparecchi tecnologici e impianti che diventano essi stessi forti elementi architettonici. Perché l’aria è un elemento distintivo per Elica”.

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